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Un villaggio turistico porta un beneficio iniziale per il territorio, per la realizzazione delle strutture, (l'edilizia è il volano dell'economia); successivamente ogni anno vengono assunti per pochi mesi, da luglio ad agosto, personale per le pulizie, camerieri, animatori turistici, dietro la poco solida pezza giustificativa della riduzione della disoccupazione…hanno l'alibi morale, come se da queste parti si vivesse solo d'estate e il resto dell'anno si balla la pizzica, è questo un modello economico su cui si può affidare il Grande Salento per risollevare le sorti?
Esistono strade sostenibili sia dal punto di vista ambientale e paesaggistico sia economico che investono anche i comuni limitrofi, è un modello turistico aperto tutto l'anno, che non confina il turista in un recinto, ma lo apre alla ricerca del territorio, della sua cucina e del suo folklore. Una bellissima masseria con vista mare, con le sue architetture neo-classiche, e la sua parte quattrocentesca con un uliveto ultrasecolare, non può essere affrontato con la filosofia della tabula rasa in nome del turismo, va restaurata, creando attività agrituristica, di qualità più che quantità, utilizzando le vecchie stalle per dei maneggi per escursioni nella palude del Capitano o a Porto Selvaggio ad esempio. Inoltre, data la quantità di altre infrastrutture agrituristiche come Masseria Giudice Giorgio, il Console ed altre presenti nella nostra invidiabile campagna, occorre collegarli tra di loro tramite apposite informazioni turistiche, e da vie percorribili a cavallo o in bicicletta. Il turista incuriosito e affamato di natura allora si spingerà anche nelle nostre città, incominciando a scoprire il centro di Nardò Off-Limits come pure quello di Copertino e Leverano; nascendo così la domanda cresceranno e rinasceranno le nostre botteghe artigiane, le nostre trattorie, i nostri negozi. Purtroppo ci tocca constatare che il territorio a causa della amministrazione pubblica, non è ancora pronto per questa strada, al contrario della popolazione che conosce le sue opportunità ma non l'aiuto per svilupparle, a causa dei finanziamenti che l'UE distribuisce a questi grandi imprenditori "palazzinari" piuttosto che ha straordinarie persone con progetti di sviluppo vero per il territorio. |