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L'incubo dell'aumento sempre crescente della potenza turca nel XV secolo fu uno dei catalizzatori dei programmi politici dei sovrani occidentali. Alfonso il Magnanimo (1442-1458) negli ultimi anni del suo regno stava svolgendo una politica orientale volendo installarsi in Albania e nei Balcani per sostenere alle spalle l'Impero Bizantino e arginare il pericolo dell'avanzata incombente dell'esercito Ottomano prima che dilagasse in Europa. Perciò costituiva una parte del suo programma rafforzare le difese delle coste e delle città di Puglia. La morte del re Aragonese interruppe tale disegno politico. I Turchi frattanto prendevano Costantinopoli e, imbaldanziti, si lanciavano in una attivissima politica marinara nei cui programmi era di neutralizzare i Veneziani chiudendoli nell'Adriatico. Perciò conquistarono l'Albania ed assalirono Otranto che le si trovava di fronte. Solo allora gli Aragonesi si posero il problema di guardare le coste con torri e fortilizzi non troppo lontani fra di loro. Tanto più che era facile prevedere che i Turchi, con l'assalto di Otranto, miravano non solo a controllare l'Adriatico, ma anche ad avere una base d'attacco per invadere l'Italia. Si eressero allora quasi contemporaneamente in Puglia numerose nuove fortezze, mentre le più antiche venivano rinforzate. |
Egualmente negli altri stati italiani era stato sentito il pericolo. Le flotte venivano rinnovate e si sancivano “Sante Alleanze” in nome del Cristianesimo. I navigli mercantili erano fatti scortare da spericolati navigatori che assumevano l'appalto di proteggere il viaggio dai corsari e dai pirati che scorrazzavano in lungo e in largo per il Mediterraneo sulle loro agili e velocissime imbarcazioni. Questi navigatori, adoperavano gli stessi metodi di attacco dei loro nemici, comportandosi, a loro volta, talora anch'essi come corsari. Dal XV al XIX secolo la storia navale ebbe quasi sempre quali protagonisti pirati e corsari costantemente attivi in una incessante guerra marinara che travagliò in varie fasi il Mediterraneo. Molto spesso, dagli storici occidentali sono indicati come pirati degli autentici condottieri di flotte ottomane, di cui più d'uno italiano, molti dei quali concorrevano a portare in pareggio il bilancio degli stati arabi africani. |
Le imprese della guerra da corsa talora furono veri episodi di guerra marinara, tal’altra consistevano in imprese banditesche e assalti improvvisi ai centri costieri od ai porti, che venivano occupati temporaneamente per fungere da basi d'appoggio per razziare nell'interno ogni sorta di prodotto artigianale, agricolo, oppure gli stessi abitanti che venivano venduti schiavi nei mercati africani. |
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Tra i più famosi corsari ricorderemo: |
Brano tratto da: Castelli torri ed opere fortificate di Puglia, a cura di R. De Vita, Bari 1974 |
Pubblicato il: 7 Marzo 2008 |
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