Molto simili tipologicamente sono quelle di San Pietro in Bevagna e di Santa Sabina; di ampie dimensioni hanno forma stellare a quattro punte. La prima costruita alla fine del XV secolo nella marina e feudo del monastero di San Lorenzo di Casalnuovo, presso Manduria, quale residenza estiva dei monaci e per depositarvi le biade, fu espropriata nel 1578 dalla Real Corte che la comprò per 80 ducati. La Torre di S. Sabina, eretta all'inizio del XVI secolo dal barone di Carovigno fu acquistata nel 1597 dalla Real Corte. Poiché gli appaltatori in genere erano locali, naturalmente anche sul luogo venivano reperiti la mano d'opera ed il materiale costruttivo. Per questo motivo, mentre per quanto riguarda la forma, le differenze fra torri di uno stesso tipo e periodo sono irrilivanti, c'è spesso una enorme differenza costruttiva, soprattutto per quanto riguarda il materiale usato. La maggior parte delle torri ha i paramenti in pietrame informe. La intercapedine fra il paramento esterno e quello interno è colmata con pietrame minuto, malta e pozzolana con una tecnica non molto dissimile da quella dei “furnieddhri o chipùri”, i trulli salentini, sparsi nelle campagne circostanti. Raramente i paramenti sono realizzati con blocchetti squadrati ed, anche se ciò avviene, molto diverso è il grado di accuratezza nella lavorazione e nel taglio del materiale lapideo. Per di più diversissimo è lo stato di conservazione a seconda della natura di esso. Le torri in pietra calcarea naturalmente risultano nel complesso meglio conservate rispetto a quelle di bionda e tenera arenaria che la salsedine ha sforellato, se non addirittura trasformato in ruderi. Notevole è la poderosa torre Mattoni che sorge poco lungi dalla foce del Bradano, in una zona prevalentemente sabbiosa, perciò venne costruita con paramenti in mattoni tanto che scorgendola, stretta tra il folto e ombroso pineto della “Forestale”, sembra più un monumento romano che una torre cinquecentesca. Quando era ormai tramontata l'epoca dei corsari e dei pirati, le torri di avvistamento continuarono ad essere usate per il controllo anticontrabbando della costa e nelle due guerre recenti vi furono allocati soldati muniti di mitragliere, con il bel risultato che all'opera deteriorante del tempo vennero in aiuto, per peggiorare lo stato delle torri, anche le bombe degli aerei ed i proiettili scagliati loro contro da terra e da mare. Attualmente moltissime sono scomparse, di altre rimangono i ruderi, di quelle discretamente conservate solo qualcuna, di proprietà privata, è stata ben restaurata; tutte le altre, trasformate in fari, adibita a sedi della Guardia di Finanza o della Marina o della Forestale, risultano malamente ristrutturate. La maggior parte delle torri costiere non sono infatti neppure vincolate come monumenti. |
Torre Squillace, terza tipologia, questa torre è in gravi condizioni statiche,
vedi sezione Denunce |
Torre di San Pietro in Bevagna, con la caratteristica forma a cappello di prete e la chiesa dedicata all'omonimo Santo |
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