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L'Arnèo costudisce ancora innumerevoli segreti, tra cui i più enigmatici sono le pietrefitte, più conosciute con il nome di "menhir"; sebbene scarsamente diffusi rispetto al resto del salento, sono scarsamente presi in considerazione per il loro valore storico e artistico. Nel territorio vegliese, le due pietrefitte presenti fino a qualche anno fa sono misteriosamente scomparse, finendo in mani di collezionisti senza scrupoli, privando in questo modo la collettività non solo del bene artistico in sé per sé, ma anche del loro significato originario. Di essi ci restano (come magra consolazione!) molte fotografie e dati; più a nord invece, nel territorio di Campi Salentina, sono presenti altri monoliti, tra cui lo Sperti, tra i più alti del Salento, ora spezzato. |
| Pietrafitta Giudice Giorgio Tipologia: Menhir Comune: Nardò Nome: Giudice Giorgio Località: Pendinello Altezza: 110 cm Faccia principale: 50 cm Faccia laterale: 35 cm Tipo di materiale: Calcare compatto Orientamento facce larghe: N-E S-O Posizionamento catastale: //// Note: Presenta in sommità un incavo a sezione circolare di circa 10 cm di diametro, ai piedi del monolite è conficcato un cippo con incise le lettere RF, a circa 3 metri è presente una larga lastra di pietra inserita nel muretto a secco; inoltre la pietrafitta è posizionata lungo l'antico percorso della Via Sallentina. Anno: 2006 |
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Descrizione: dall’analisi del materiale e dei dati raccolti, mi pare di non poter escludere che si tratti di un vero menhir, la forma e la presenza della coppella in testa, son elementi che accomunano questo cippo a tanti altri che abbiamo documentato nel Salento. Sebbene non si tratti degli alti menhir a pilastro squadrato, questi cippi più bassi sempre squadrati e a pianta rettangolare, ricordano i cippi di origine apula e messapica (età del ferro), che si osservano riprodotti sui vasi apuli a figure rosse (vedi “Antichi sacrifici all’ombra dei menhir” paragrafo “Nel culto messapico e apulo della colonna, l’eco della religione dei menhir”, in http://www.pinodenuzzo.com/pietre/Caroppo/Caroppo2.htm); la presenza di coppelle in testa poi li qualifica come cippi che sebbene potevano già avere valore di segnacolo vario, erano oggetto al contempo di pratiche rituali, libagioni e sacrifici, cui le coppelle si correlano. La forma e le dimensioni del blocco poco distante, a 4-5m, inserito nel muretto a secco, e la sua minore finitura, mi ricordano ad un analisi superficiale i massi squadrati propri di architetture messapiche, in particolare i massi usati per le tipiche mura difensiva messapiche, poi spesso riutilizzati nei secoli successivi, dai locali contadini per la costruzione di muretti a secco (come in codesto caso) e altre strutture rurali; esempi simili son diffusissimi nelle aree messapiche di Muro Leccese, Vaste, Diso ecc.; non mi meraviglierebbe se vi fosse una città messapica, o un insediamento messapico minore, nelle vicinanze di masseria Giudice Giorgio!? Interessante sarebbe in ogni caso un esame dei due grandi blocchi squadrati vicini, per escludere che il secondo non sia la porzione superiore di un più alto menhir poi rottosi almeno in due pezzi.
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Dovremmo parlare più propriamente di cippo messapico, ma la genericità del termine menhir può comunque utilizzarsi anche per queste stele di minore altezza e del primo millennio a.C. e forse ancora erette nei primi secoli d.C. prima della definitiva affermazione del cristianesimo.Il basso cippo accanto al menhir, con le lettere incise, è molto probabilmente un segnacolo recente, che però evidenzia l’antichità del menhir Giudice Giorgio; questo era stato assunto sin da epoche antiche come punto di riferimento per il passaggio di una linea di confine poderale, come il fatto che ricade in un muretto a secco dimostra, e ha continuato ad essere un punto di riferimento, poi ribadito, in epoca molto più recente, con l’apposizione nelle immediate vicinanze, di un secondo cippo squadrato più piccolo, con sigla incisa, e il cui più preciso valore semantico è sotteso dal significato dell'acronimo RF, che fa parte di una diffusa categoria di segnacoli poderali risalenti alle riforme fondiarie del secolo scorso. |
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Su altri simili cippi nella zona di Otranto, avevo trovato l’iscrizione "R. F." abbreviazione appuntata di "Riforma Fondiaria", idem pertanto quello di Masseria Giudice Giorgio, da correlarsi alla Riforma Fondiaria dell’Arneo. La coincidenza del cippo RF con il monolite, se non casuale, potrebbe denotare il fatto che su più antichi documenti, il rilevante monumento era stato già da diverso tempo, forse anche secoli, assunto a punto di riferimento catastale, data anche la facile distinguibilità sul territorio e solidità nel tempo, essendo confitto nel terreno. |
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Descrizione: Abbiamo una croce incisa è questo già rende il monolite un manufatto di valenza anche sacra. E la croce cristianizza il monolite, ma anche i suoi petroglifi arcani e misteriosi per i cristiani che non ne comprendevano più a pieno il senso! Sul lato Sud, quello più esposto al sole durante il dì, c’è un cerchio all’ interno di un quadrato; rappresentazione del sole, il cerchio, e del cielo secondo una universale e diffusissima simbologia, così come il quadrato è invece rappresentazione della terra; simbologie cosmiche legate a culti di fertilità! |
Pubblicato Martedi 13 Gennaio 2008
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