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Il nostro territorio è stato sempre interessato, fin dai tempi antichi, da insediamenti di piccoli villaggi agricoli ed empori marini come il caso di Scalo di Furno, delle numerose specchie, la strea, li schiavoni e altre labili tracce di antichità; tutti questi centri erano collegati, oltre che tra di loro con semplici tratturi, anche ai centri più importanti della messapia, come Neretum, Manduria, Rudiae, tramite la Via Sallentina, che nel periodo romano prenderà il nome di via Traiana, poichè diramazione secondaria da Taranto a Leuca. |
Questa strada è segnata anche nella "Tavola Peutingeriana", una copia del XIII secolo di un'antica carta romana che mostrava le vie militari dell'Impero, il tratto interessato dal nostro territorio è quello tra Manduris e Neretum la cui distanza è riportata in XXIX miglia all'incirca 42 Km attuali. Attraversa il cuore dell'Arneo, e per secoli è stata l'unica direttrice per raggiungere Taranto dal Salento ionico, fino a quando a causa del tempo e delle vicende storiche non se n'è più fatto uso, e la strada e scomparsa dal paesaggio e dalla memoria; successivamente alcuni dotti salentini del '900, rintracciando le fonti antiche di Strabone e Plinio sono riusciti a rintracciarne o a ipotizzare parte dell'antico tracciato. |
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Primo tratto: le carraie di Casa Arnèo |
Un tratto ben visibile è quello custodito all'interno dei recinti di Casa Arnèo, per raggiungere la località occorre all'incrocio nei pressi di Boncore, seguire la direzione per Veglie SP109, proseguendo 1500 metri si svolta a destra, fino a raggiungere una piccola casa colonica, dove all'interno dei recinti di pietra a secco e nel fondo adiacente vi sono le carraie. Essendo il terreno di proprietà privata è buona norma chiedere al proprietario, che abita di fronte, il permesso per accedere. |
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Secondo tratto: l'uliveto tra le Masserie Salmenta e Cortirossi |
Continuando verso sud, in direzione Neretum, percorrendo un antico tratturo usato nei secoli passati per la transumanza, si giunge all'interno di un uliveto di recente impianto, al confine tra i fondi Salmenta e Cortirossi. I tratti visibili sono uno vicino ad un albero di fico che cresce quasi all'interno di una carraia, mentre l'altro a circa centocinquanta metri a sud-est, al confine con un terreno a seminativo. |
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Terzo tratto: Masseria Salmenta |
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Quarto tratto: le carraie nei pressi di Masseria Roto Galeta |
La Via Sallentina, per quanto scritto sulle fonti letterarie, terminerebbe all'incirca al km 59 della strada provinciale 359 Avetrana - Nardò. Così infatti, riporta Giovanni Uggeri ne, La viabilità romana nel Salento: (...) in prossimità della masseria Santa Chiara e poi nella strada campestre ad andamento ondulato dai pressi di masseria Maramonti per circa quattro miglia fino al vecchio abbeveratoio, dove viene a confluire nello stradale moderno al Km. 59 ¹. Recentemente, grazie anche alla ricerca sul territorio dell'Associazione Atlantide, sono stati individuati nuovi affioramenti delle carraie, che fanno ipotizzare la confluenza con la moderna Via Salentina, al km 57 (visualizza la cartografia). I tratti sono individuabili molto facilmente in due punti ben distinti; il primo, lungo ben duecento metri, è situato nei pressi della masseria Roto Galèta, il secondo invece è localizzato in una vecchia strada campestre coperta totalmente da rovi, in prossimità della masseria Giudice Giorgio. Le caratteristiche metriche di questi ultimi tratti sono identici agli altri tratti finora documentati. |
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| Aggiornato Lunedi 22 Settembre 2008 |
| Note: ¹ Tratto da www.archeoveglie.it |
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